C’è una tensione costante, quasi fisica, tra controllo e abbandono nelle opere di Jean Boghossian. Una tensione che prende forma nel fuoco, elemento primordiale e imprevedibile, al centro della mostra personale “Pyros: Fuoco e Materia”, inaugurata nei giorni scorsi a Galleria Arionte di Arte Contemporanea e visitabile fino all’1 marzo.
Artista libanese di origine armena, Boghossian è tra i pochissimi protagonisti della scena internazionale ad aver eletto il fuoco a vero e proprio strumento pittorico.
Non un semplice mezzo tecnico, ma un linguaggio simbolico, una forza viva con cui l’artista dialoga, si confronta, talvolta si scontra. Le sue opere nascono infatti dall’incontro diretto tra fiamma, fumo e materia: carta, tela, superfici composite che vengono attraversate dalla combustione, segnate in modo irreversibile ma mai casuale.
«Con il fuoco c’è una lotta continua», racconta Boghossian. «Non è un elemento che si domina fino in fondo. C’è un conflitto, ma anche un legame profondo: io lo guido, ma allo stesso tempo lo ascolto. È in quell’equilibrio fragile che nasce l’opera». Una dichiarazione che restituisce tutta la complessità di una pratica artistica in cui il gesto creativo si muove sul confine tra rischio e rivelazione.
La mostra, curata da Giacomo Fanale, indaga proprio questo rapporto intimo tra materia, gesto e combustione. In Pyros, il fuoco non è mai distruzione fine a se stessa, ma atto generativo, scrittura primordiale che scava, stratifica, porta alla luce la struttura nascosta dei materiali. Le superfici appaiono vive, attraversate da segni che sembrano cicatrici, tracce di un processo in cui l’opera è il risultato di una trasformazione reale, fisica, non simulata.
Esporre a Catania, città plasmata dalla presenza costante dell’Etna, aggiunge alla mostra una risonanza ulteriore. Qui il fuoco non è solo metafora artistica, ma esperienza collettiva, memoria geologica, forza creatrice e distruttiva insieme. Un contesto che amplifica il senso del lavoro di Boghossian, rendendo Pyros un dialogo aperto tra arte, natura e identità del territorio.
“Pyros: Fuoco e Materia” si configura così come un viaggio dentro l’elemento più antico e ambivalente che l’uomo conosca. Un percorso in cui il fuoco smette di essere semplice energia per diventare pensiero, gesto, linguaggio. E dove l’artista, nel corpo a corpo con la fiamma, affida alla materia il racconto di una trasformazione che è, prima di tutto, interiore.











