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Debutta oggi, venerdì 23 gennaio, alla Sala Futura del Teatro Stabile di Catania, R.U.R. – Rossum’s Universal Robots di Karel Čapek, uno dei testi più visionari e profetici del Novecento, considerato l’opera che per prima ha introdotto il termine “robot” nella storia della cultura contemporanea.
Lo spettacolo, inizialmente previsto per il 22 gennaio, è stato riprogrammato a causa dell’allerta meteo che nei giorni scorsi ha interessato la città, impedendo il regolare svolgimento delle prove. La prima va in scena oggi alle 17.30, aprendo ufficialmente la nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, che resterà in cartellone fino a domenica 25 gennaio.
La regia è affidata a Cinzia Maccagnano, mentre la traduzione e l’adattamento portano la firma di Ottavio Cappellani, che ha lavorato su una riscrittura essenziale e incisiva, capace di restituire tutta l’attualità del testo originale. In scena Agostino Zumbo, Evelyn Famà, Rita Fuoco Salonia, Marina La Placa e Franco Mirabella, interpreti di una vicenda che, a oltre un secolo dalla sua stesura, continua a interrogare il presente.
Ambientato in un’isola immaginaria, R.U.R. racconta un’utopia scientifica destinata a trasformarsi in incubo: la creazione di robot progettati per liberare l’uomo dalla fatica del lavoro si rivela l’inizio di una ribellione che mette in discussione il concetto stesso di umanità. Dal ceco robota, “lavoro forzato”, nasce una riflessione amara e inquietante sul progresso, sul controllo della tecnologia e sul confine sempre più fragile tra creatore e creatura.
Nelle sue note di regia, Cinzia Maccagnano sottolinea come l’opera di Čapek si muova tra ironia e tragedia, passando da una commedia dell’assurdo a un dramma carico di tensione: un racconto che parla di entusiasmo per la scoperta, ma anche di paura e smarrimento quando il progresso sfugge al controllo umano. «Oggi – osserva la regista – viviamo cambiamenti epocali simili a quelli raccontati da Čapek. Il progresso tecnologico ci affascina e ci esalta, ma ci pone davanti all’ignoto, che resta infinito. Alla fine, ciò che sembrava in primo piano, i robot, diventa sfondo, e resta l’uomo».
La resa scenica accentua questo cortocircuito tra futuro e materia teatrale: la scenografia, firmata da Andrea Taddei, assume la forma di un bunker-fabbrica-circuito che si lascia attraversare da proiezioni e tecnologie, per poi svelarsi come uno scheletro di legno, fragile e inquietante. I costumi di Dora Argento e le luci e i video di Gaetano La Mela contribuiscono a creare un universo visivo sospeso tra distopia e realtà, dove il confine tra umano e artificiale si fa sempre più sottile.
R.U.R. – Rossum’s Universal Robots va in scena oggi alle 17.30, sabato 24 gennaio alle 20.45 e domenica 25 gennaio con doppia replica alle 18.00 e alle 21.00. Un debutto che porta sul palco del Teatro Stabile di Catania una riflessione potente e attualissima sul nostro tempo, invitando il pubblico a interrogarsi sul prezzo del progresso e sul destino dell’uomo nell’era delle macchine.










