Nella cultura greca antica il kairos non è il tempo che scorre, ma il tempo che accade: il momento opportuno, quello in cui qualcosa si compie, si manifesta, si rivela. È il tempo delle decisioni, delle emozioni che lasciano un segno, delle verità che emergono.
Ed è proprio da questo concetto profondo e simbolico che nasce Kairos, il progetto musicale con cui Simona Molinari, è stata grande protagonista per due sere consecutive al Teatro Mssimo V. Bellini di Catania, accompagnata dall’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, diretta in modo impeccabile, dal maestro Domenico Riina.
Un concerto che non è stato solo un’esecuzione musicale, ma un vero viaggio emotivo, che sta girando tutta la Sii z un racconto in musica che ha trasformato il tempo in materia viva, attraversando le stagioni dell’anima: l’innamoramento, la passione, l’abbandono, il disincanto, la rinascita.
Il pubblico del Bellini è stato condotto lungo questo percorso con la delicatezza, l’intelligenza e la sensualità sonora che da sempre contraddistinguono una delle voci più raffinate e versatili del panorama musicale nazionale e internazionale.
Sul palco, Simona Molinari ha mostrato tutta la sua cifra stilistica inconfondibile, capace di muoversi con naturalezza tra jazz, pop, bossa nova ed electro-swing, sostenuta da una vocalità luminosa, elegante e mai banale.
Le sue collaborazioni spaziano da Andrea Bocelli, fino a leggende come Al Jarreau, Gilberto Gil e Peter Cincotti, mentre i palcoscenici che l’hanno accolta raccontano da soli il prestigio del suo percorso: dal Blue Note di New York al Teatro Estrada di Mosca, dall’Arena di Umbria Jazz all’Ariston di Sanremo, dove è stata più volte protagonista sia in gara che come ospite.
A suggellare questo cammino, una lunga serie di riconoscimenti di alto profilo – tra cui il Premio Carosone, il Premio Lunezia, il Premio Tenco 2022 e il Premio Callas, conferitole nel 2024 a New York – che testimoniano la qualità e la coerenza della sua ricerca artistica.
Accanto alla carriera musicale, Molinari ha sviluppato anche una significativa attività autoriale e teatrale: compone per cinema e televisione, ha debuttato come attrice protagonista nel film C’è tempo di Walter Veltroni e, più recentemente, è stata in scena con El Pelusa y la Negra, intenso omaggio a due icone universali come Mercedes Sosa e Diego Armando Maradona. Un percorso ricco e stratificato che restituisce l’immagine di un’artista poliedrica, capace di rinnovarsi senza perdere identità, e di muoversi con naturalezza tra linguaggi, pubblici e geografie diverse.
“Questo per me è un momento di bellezza e di pace -ha raccontato ai nostri microfoni -. Sono felice di esibirmi per la prima volta al Teatro Bellini, un luogo che sento profondamente in sintonia con il mio modo di raccontare la musica”.
Un debutto catanese che ha avuto il sapore di un incontro atteso, suggellato da una platea partecipe e calorosa. Accanto a lei, l’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group ha confermato il suo ruolo di eccellenza del jazz orchestrale italiano, realtà riconosciuta dal Ministero della Cultura con l’ammissione al Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, riconoscimento che ne certifica il valore artistico e istituzionale a livello nazionale.
Il sodalizio tra Molinari e l’orchestra è apparso immediatamente evidente, costruito su un dialogo sonoro fatto di ascolto, complicità e libertà espressiva. Il maestro Domenico Riina ha sottolineato: “Con Simona c’è un’intesa musicale speciale. Kairos è un progetto che parla di tempo, ma soprattutto di verità: la musica diventa il luogo in cui queste verità possono emergere senza filtri”.
Il repertorio ha attraversato i momenti più significativi della sua carriera, alternando composizioni originali e riletture di grandi classici. In scaletta sono risuonate Egocentrica, Amore a prima vista, La verità, Fidati di me, Forse e La felicità, insieme a pagine amatissime dal pubblico come In cerca di te, Nu fil’ e voc’ e Davanti al mare.
Non sono mancate incursioni nel repertorio internazionale con Mr. Paganini di Sam Coslow e omaggi di intensa suggestione come Caruso di Lucio Dalla e Gracias a la vida di Violeta Parra, che hanno arricchito il racconto musicale di significati e memoria collettiva.
"Cresce e si rafforza la collaborazione con il Teatro Bellini di Catania, dove ritorniamo per il secondo anno consecutivo - ha affermato Luca Luzzu, direttore artistico dell'Orchestra Jazz Siciliana - e che conferma la nostra volontà di aprirci a progetti artistici di grande qualità, capaci di parlare a pubblici diversi e di rinnovare il dialogo tra tradizione e contemporaneità.”
Al termine dell’ultima nota del concerto, il pubblico ha salutato gli artisti con una lunga e convinta ovazione, suggellando una serata che ha saputo fermare il tempo e, per un istante, renderlo perfetto. Un vero kairos.











