E' stato il Seminario Interdiocesano Regina Apostolorum di Catania, ad accogliere un incontro dedicato al tema della centralità delle periferie. Il seminario, promosso dall’Associazione Attivismo Civico, ha riunito operatori sociali, volontari e rappresentanti del territorio per discutere problemi e possibili prospettive di sviluppo.
Durante l’incontro Francesco D’Amore -presidente dell’associazione, fisioterapista e volontario- ha sottolineato come il concetto di periferia non riguardi soltanto i quartieri urbani, ma tutte le realtà sociali emarginate: disoccupati, famiglie in difficoltà, giovani a rischio di dispersione scolastica e persone fragili.
Mettere al centro le periferie significa mettere al centro l’essere umano e garantire a tutti il diritto a condizioni di vita dignitose, contrastando disoccupazione, degrado e marginalità.
Il tema delle opportunità per i giovani è stato al centro dell’intervento dell’ingegnere Luigi Bosco, che ha richiamato l’attenzione sulla difficoltà di molti ragazzi nel trovare lavoro o proseguire gli studi. Molti giovani, ha osservato, sono costretti a lasciare il territorio per cercare opportunità altrove, mentre chi resta spesso non dispone di reali prospettive occupazionali.
Bosco ha sottolineato che, accanto al ruolo fondamentale di scuola, sport e cultura, è necessario creare condizioni concrete di lavoro, anche attraverso investimenti in infrastrutture e interventi di messa in sicurezza del territorio dal punto di vista sismico, idraulico e geotecnico. Tali opere, ha evidenziato, potrebbero generare occupazione e contribuire allo sviluppo futuro del territorio, prevenendo al tempo stesso fenomeni di marginalità e criminalità.
Tra gli interventi anche quello di Emanuele Pezzino, coordinatore provinciale di Noi Moderati, che ha partecipato all’incontro come sostenitore dell’iniziativa. Pezzino ha evidenziato come le periferie rappresentino il cuore vitale della città e come il futuro di Catania dipenda dalla capacità di affrontare le criticità che interessano i quartieri più esterni.
Senza risolvere i problemi delle periferie, ha osservato, una città metropolitana non può crescere né aspirare a un ruolo di rilievo internazionale ed europeo.
Dal confronto è emersa la volontà di proseguire il lavoro avviato, dando voce alle proposte emerse e portandole all’attenzione delle istituzioni.
L’incontro si è concluso con un messaggio di fiducia, espresso dal sociologo Marco Forzese, nelle possibilità di cambiamento e nella necessità di mantenere alta l’attenzione su temi ritenuti decisivi per il futuro della città: riqualificazione delle periferie, inclusione sociale e occupazione giovanile.











