
Si chiama “Aischylia – Feste in onore di Eschilo” il progetto che porterà in scena Le Rane di Aristofane il 5 e 6 settembre all’Orto Pasqualello di Gela.
A idearlo è Andrea Catalano, il nisseno che del progetto ha seguito la produzione e l’impostazione della regia; ma definirla semplicemente “la sua regia”, come spiega lui stesso, sarebbe riduttivo: il lavoro è nato infatti dall'ascolto e dal confronto con gli altri attori e con le professionalità coinvolte: «Mi sto occupando dell'adattamento del testo e della regia», spiega Catalano «una regia, però, che non vuole essere imposta dall'alto. C'è una linea guida che tiene conto del pensiero degli altri, lo integra, come in un laboratorio».
Il gruppo ha trascorso settimane a interrogarsi sul testo e su come farlo dialogare con Gela.
Perché “Le Rane” di Aristofane
«Eschilo è morto proprio qui. È assurdo che il più grande tragediografo della storia abbia vissuto a Gela e questa cosa non venga valorizzata più di tanto. Da questa considerazione nasce l'idea di mettere in scena il testo classico».
Infatti ne Le Rane di Aristofane, Dioniso scende nell'Ade per riportare sulla terra un grande poeta, in un momento in cui la città sembra non avere più figure capaci di guidarla. Al centro della contesa ci sono Eschilo ed Euripide, fino alla decisione finale di Dioniso di riportare in vita Eschilo perché possa curare la città.
Il progetto vuole andare oltre le due serate di spettacolo
L'obiettivo è non solo contribuire a far emergere possibilità culturali, ma anche realizzare un'opera che possa veramente entrare in dialogo con il luogo e con chi lo abita: «Nel finale de Le Rane, Eschilo riporta il valore delle persone intelligenti anziché dei furfanti e ciò che rende davvero ricco un cittadino non è ciò che accumula, ma la ragione e l’intelligenza».
È un messaggio che Catalano legge anche come un invito a riconoscere il valore dei luoghi della propria città, in questo caso, l’evento calza a pennello con il luogo. L’orto Pasqualello è uno spazio recentemente riqualificato con i fondi del Pnrr, inoltre, nell'area sono emerse tombe arcaiche del VI secolo a.C. (aggiungendo un ulteriore elemento al rapporto tra la messinscena classica con la storia del luogo).










