
È morto l’avvocato Enzo Zappulla, fondatore e presidente dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e instancabile animatore della vita letteraria, teatrale e artistica dell’Isola.
Avvocato, già sindaco di Licodia Eubea e commissario del Teatro Massimo Bellini, fondò con la moglie Sarah Zappulla Muscarà l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano. Una vita dedicata a Pirandello, Verga, Martoglio e ai protagonisti della cultura dell’Isola.
Con lui scompare un uomo che per oltre quarant’anni ha cercato, raccolto, studiato e restituito alla comunità libri, fotografie, manoscritti, carteggi, copioni, immagini e testimonianze della grande stagione culturale siciliana tra Ottocento e Novecento.
Un lavoro condotto quasi sempre insieme alla moglie Sarah Zappulla Muscarà, già professoressa ordinaria di Letteratura italiana all’Università di Catania, con la quale ha costruito uno dei sodalizi intellettuali più fecondi e riconoscibili della cultura siciliana contemporanea.
Dall’avvocatura alle istituzioni culturali
Enzo Zappulla era avvocato e di prestigio, ma la sua biografia attraversa anche l’amministrazione pubblica e la gestione delle istituzioni artistiche.
Fu sindaco di Licodia Eubea e, nel marzo del 2011, venne nominato dalla Regione Siciliana commissario straordinario del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, prendendo il posto del prefetto Anna Maria Cancellieri.
Al Bellini si trovò a operare in una fase particolarmente complessa per il teatro, tra difficoltà finanziarie, problemi amministrativi e la necessità di tutelare la qualità della programmazione artistica.
Anche in quell’incarico portò la sua idea della cultura come responsabilità pubblica: non ornamento, non celebrazione occasionale, ma patrimonio da custodire, organizzare e rendere accessibile.
La fondazione dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano
Il centro della sua attività rimane l’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, fondato a Catania nel 1984 insieme a Sarah Zappulla Muscarà e agli eredi di alcuni dei più prestigiosi protagonisti della cultura isolana.
L’obiettivo era preciso: recuperare, custodire e promuovere il patrimonio documentario della letteratura e dello spettacolo siciliani, sottraendolo alla dispersione e all’oblio.
Quell’Istituto divenne nel tempo una casa della memoria, ma anche un vero laboratorio editoriale e culturale.
Attorno agli archivi recuperati nacquero libri, cataloghi, convegni, mostre documentarie, letture teatrali e iniziative realizzate in Sicilia, nel resto d’Italia e all’estero.
Zappulla diresse, tra le altre, la collana teatrale “Il Copione”, dedicata alla pubblicazione di testi di autori siciliani come Nino Martoglio, Francesco Lanza, Giuseppe Bonaviri, Vincenzo Consolo e Sebastiano Addamo.
Il suo metodo era riconoscibile: il documento non doveva rimanere chiuso in un archivio.
Doveva tornare a parlare, diventare libro, immagine, voce, spettacolo e conoscenza condivisa.
Il sodalizio culturale con Sarah Zappulla Muscarà
La vicenda intellettuale di Enzo Zappulla è inseparabile da quella della moglie.
Insieme hanno attraversato quasi per intero la letteratura e la storia dello spettacolo siciliano, lavorando sui grandi nomi dell’Isola e riportando alla luce autori, interpreti e opere dimenticate o non ancora adeguatamente studiate.
Tra i primi lavori figura Sicilia: dialetto e teatro. Materiali per una storia del teatro siciliano, pubblicato nel 1982.
Seguirono Pirandello e il teatro siciliano, Angelo Musco. Il gesto, la mimica, l’arte, Musco. Immagini di un attore, Le donne del teatro siciliano. Da Mimì Aguglia a Ida Carrara, Giovanni Grasso. Il più grande attore tragico del mondo, Bonaviri inedito, Mastro-don Gesualdo, Verga da vedere. Teatro, cinema, televisione, Brancati-Patti per immagini e Turi Ferro. Il magistero dell’arte.
La ricerca su Nino Martoglio produsse il volume Martoglio cineasta, vincitore nel 1996 dell’Efebo d’Oro per la saggistica.
Un’attenzione particolare fu dedicata anche alle figure femminili del teatro siciliano, con la ricostruzione delle carriere di attrici come Mimì Aguglia, Marinella Bragaglia, Rosina Anselmi, Virginia Balistrieri e Ida Carrara.
Non semplici biografie, ma opere fondate su una straordinaria documentazione iconografica, capace di mostrare insieme i volti, le scene, i costumi e le trasformazioni sociali di un’epoca.
Pirandello, una ricerca durata tutta la vita
Il rapporto con Luigi Pirandello rappresentò uno dei fili conduttori dell’intera attività di Zappulla.
Con Sarah Zappulla Muscarà curò studi, cataloghi, mostre, carteggi e pubblicazioni dedicate non soltanto al premio Nobel, ma all’intera famiglia Pirandello e al rapporto fra il drammaturgo, la lingua siciliana, il teatro e i suoi interpreti.
Particolarmente importante fu l’edizione in tre volumi di Tutto il teatro di Stefano Pirandello, che riunì per la prima volta diciannove testi del figlio primogenito dello scrittore: autore rimasto a lungo nell’ombra del padre, del quale fu anche collaboratore, segretario e amministratore.
Con I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini, Sarah ed Enzo Zappulla ricostruirono invece la storia privata e pubblica della famiglia attraverso oltre 630 fotografie, molte delle quali rare o inedite.
Il volume trasformava l’album familiare in uno strumento di lettura della società letteraria e artistica europea tra Otto e Novecento.
La Casa Museo Pirandello al Caos
Tra i progetti più significativi resta il nuovo allestimento della Casa natale di Luigi Pirandello, nella contrada Caos di Agrigento, riaperta al pubblico nel dicembre del 2021.
A Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla furono affidati la supervisione e il coordinamento scientifico dei contenuti, sotto la vigilanza della Soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento.
Il percorso venne articolato in sei ambienti dedicati all’uomo e alla famiglia, ai paesaggi interiori, al teatro e al cinema, alla vita e alla morte, alle parole, ai romanzi e al tema delle maschere.
La ricerca scientifica fu tradotta in proiezioni immersive, documenti digitalizzati, materiali audiovisivi d’archivio, musiche originali e strumenti di realtà aumentata.
A guidare il visitatore fu la voce di Leo Gullotta, interprete dei testi scelti per restituire intensità e vita alle parole di Pirandello.
Fu un lavoro esemplare di mediazione culturale: la tecnologia piegata alle esigenze della conoscenza e utilizzata per avvicinare pubblici nuovi senza alterare l’identità della casa e dei documenti custoditi.
Il recupero di Ercole Patti e Federico De Roberto
Un altro risultato monumentale della ricerca condotta dai coniugi Zappulla è rappresentato da Ercole Patti. Tutte le opere, pubblicato da La nave di Teseo.
Un volume di quasi 3.400 pagine, corredato da documenti e materiali iconografici inediti, che ha restituito alla storia letteraria italiana la complessità di uno scrittore, giornalista, commediografo, sceneggiatore e critico cinematografico troppo a lungo relegato ai margini del canone novecentesco.
Altrettanto importante fu la pubblicazione del carteggio tra Federico De Roberto ed Ernesta Valle, Si dubita sempre delle cose più belle. Parole d’amore e di letteratura.
L’ultima grande fatica editoriale condivisa è stata La dolce e grata amicizia, dedicata al carteggio fra Federico De Roberto e Luigi Albertini.
Il volume, presentato nel 2026 al Salone internazionale del Libro di Torino, raccoglie per la prima volta organicamente oltre 220 lettere scambiate tra il 1897 e il 1915, accompagnate da un ampio apparato storico e iconografico.
Una pubblicazione che sembra racchiudere anche il senso del lavoro di Enzo Zappulla: cercare nelle carte private la trama nascosta della storia pubblica, restituendo voce alle relazioni umane e intellettuali sulle quali si è costruita la cultura italiana.
Premi, mostre e cultura come esperienza collettiva
Zappulla non fu soltanto autore e curatore di libri.
Fu soprattutto un organizzatore culturale capace di mettere in relazione studiosi, scrittori, attori, musicisti, editori, università e istituzioni.
Nel 1987 contribuì con Sarah Zappulla Muscarà alla nascita del Premio letterario internazionale Nino Martoglio di Belpasso, diventato nel tempo un osservatorio permanente sulla letteratura, il giornalismo, l’editoria e lo spettacolo.
Con la moglie seguì inoltre la responsabilità scientifica dei prestigiosi Premi Luigi Pirandello e Giovanni Verga, organizzati dall’ERSU di Catania per coinvolgere gli studenti universitari nella conoscenza, nella scrittura e nell’interpretazione delle opere dei due grandi autori siciliani.
Le loro ricerche hanno viaggiato anche oltre i confini nazionali.
Mostre, conferenze e pubblicazioni hanno portato Pirandello e la cultura siciliana negli Istituti italiani di cultura e nelle università straniere, come nel caso dell’incontro organizzato a Dublino con l’University College Cork e la Society for Pirandello Studies.
L’eredità di Enzo Zappulla
Con Enzo Zappulla la Sicilia perde un uomo che non si è limitato ad amare la cultura, ma ha lavorato concretamente perché la cultura siciliana non venisse dispersa, semplificata o ridotta a folclore.
Ha raccolto le carte, rintracciato gli eredi, ricostruito le storie, promosso le pubblicazioni e creato occasioni nelle quali libri, immagini e palcoscenico potessero tornare a incontrarsi.
Ha dimostrato che la memoria non è una celebrazione del passato, ma una responsabilità verso il futuro.
Rimangono i suoi libri, gli archivi salvati, le mostre, i progetti museali e le voci dei grandi protagonisti dello spettacolo siciliano che, grazie al suo lavoro, continueranno a essere conosciute e ascoltate.
L’intero Gruppo Editoriale Sudpress esprime il proprio profondo cordoglio e le più sentite condoglianze alla professoressa Sarah Zappulla Muscarà e a tutta la famiglia dell’avvocato Enzo Zappulla.










