
Le voci dei morti dell’antichità incontrano quelle delle vittime dei conflitti contemporanei, in un racconto che attraversa i secoli e restituisce alla guerra il volto di chi ne paga il prezzo. Sarà “Dormono sulla collina” ad aprire, giovedì 20 agosto alle ore 21, la sesta edizione di “Interpretare l’Antico”, ospitata al Teatro della Nike del Parco archeologico di Naxos.
La rassegna, organizzata dalla Rete Latitudini con la direzione artistica di Gigi Spedale, torna a interrogare i grandi miti del passato attraverso i linguaggi della scena contemporanea. Due gli spettacoli in programma, costruiti intorno a temi ancora drammaticamente attuali: la guerra, il potere, lo sfruttamento e la perdita dell’identità.
Una Spoon River delle guerre
Scritto da Barbara Gizzi, “Dormono sulla collina” vedrà in scena Massimo Cimaglia e Marco Maggio, con la regia dello stesso Cimaglia. La produzione è firmata da Terra Magica Arte e Cultura.
Lo spettacolo nasce come una Spoon River delle guerre, popolata dalle figure e dalle anime che attraversano la memoria dell’umanità. Ifigenia, Patroclo, Ettore e gli altri morti evocati nel racconto si affiancano a due militari appartenenti a schieramenti contrapposti.
Il campo di battaglia cambia, così come le armi, le uniformi e le ragioni dichiarate dei conflitti. A rimanere immutata è la sorte delle vittime. Attraverso il dialogo tra mito e presente, lo spettacolo mette in discussione la retorica dell’eroismo e riporta al centro l’essere umano, travolto da decisioni assunte altrove.
La serata inaugurerà anche la collaborazione tra “Interpretare l’Antico” e il Taras Teatro Festival di Massimo Cimaglia.
Polifemo diventa il Profitto
Il secondo appuntamento è fissato per giovedì 27 agosto, sempre alle ore 21, con “La congiura dei Nessuno”, spettacolo scritto e diretto da Sergio Beercock, autore anche delle musiche originali.
In scena, accanto a Beercock, ci sarà Giovanni Alfieri. La produzione è di Babel, con il sostegno di Campsirago Residenza e LaMaMa Umbria International.
Liberamente ispirato al “Ciclope” di Euripide e al mito dell’accecamento di Polifemo, il lavoro trasferisce la vicenda in un futuro distopico dominato dalle logiche della produzione. Il Ciclope assume le sembianze del Profitto, mentre Sileno diventa un operaio che sceglie di chiamarsi Nessuno.
La fabbrica sostituisce la caverna e il mito si trasforma in una riflessione sul lavoro, sull’alienazione e sui meccanismi di un potere che cancella progressivamente identità e libertà.
Il teatro contemporaneo incontra la storia di Naxos
A rendere ancora più suggestivo il progetto è la cornice del Teatro della Nike, all’interno del Parco archeologico di Naxos. In questo luogo, legato alla memoria della prima colonia greca di Sicilia, i testi antichi non vengono semplicemente riproposti, ma utilizzati come strumenti per leggere le contraddizioni del presente.
“Interpretare l’Antico” è realizzata con il sostegno del Parco archeologico di Naxos e della Regione Siciliana, attraverso gli assessorati dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Sostiene l’iniziativa anche l’ERSU di Messina.
Collaborano NaxosLegge e il DAMS dell’Università degli Studi di Messina. La manifestazione gode inoltre del patrocinio del Comune di Giardini Naxos.
Biglietti e informazioni
Il costo del biglietto intero è di 10 euro. Il ridotto è fissato a 7 euro per studenti, under 18 e over 70, mentre per i soci ArcheoClub e le altre convenzioni il prezzo è di 8 euro.
La prevendita è disponibile sulla piattaforma LiveTicket – Latitudini Rete. Il botteghino del Teatro della Nike aprirà trenta minuti prima dell’inizio di ciascuno spettacolo.










