Prima il silenzio, quello carico di attesa che solo un teatro antico riesce a creare. Poi le voci, la musica di Verdi e infine un “Va, pensiero” capace di attraversare la cavea del Teatro Greco di Tindari e trasformarsi in emozione collettiva.
È stata una serata di grande lirica e, soprattutto, un grande successo di pubblico quella regalata dalla monumentale produzione del “Nabucco” di Giuseppe Verdi. Teatro sold out, lunghi applausi e ovazioni hanno accompagnato uno degli appuntamenti più suggestivi della stagione culturale siciliana.
In uno scenario nel quale la bellezza del paesaggio incontra oltre duemila anni di storia, il dramma verdiano ha assunto una forza ancora più intensa. Musica, canto e teatro si sono confrontati con le pietre antiche di Tindari dando vita a uno spettacolo potente, capace di coinvolgere il pubblico dall’inizio alla fine.
A rendere possibile l’evento anche la sinergia con il Parco Archeologico di Tindari, diretto dall’architetto Giuseppe Natoli, e l’inserimento dello spettacolo all’interno de “Il Sorriso degli Dei”, la rassegna culturale ideata e diretta artisticamente da Anna Ricciardi.
Sul palco un cast di alto livello artistico, guidato dalla regia di Salvo Dolce, che ha costruito l’allestimento confrontandosi con la monumentalità del sito archeologico e con la forza drammatica dell’opera.
Il “Va, pensiero” diventa emozione collettiva
Ma è stato soprattutto il Coro Lirico Siciliano a regalare uno dei momenti destinati a rimanere impressi nella memoria della serata.
Quando le prime note del celeberrimo “Va, pensiero” hanno cominciato a diffondersi nel Teatro Greco, l’atmosfera è cambiata. Il pubblico ha seguito l'esecuzione in un silenzio quasi assoluto, per poi lasciarsi andare a una lunga ovazione.
Applausi così insistenti da ottenere il bis a furor di popolo.
Ed è forse proprio in quel momento che il successo del “Nabucco” ha superato la dimensione dello spettacolo. Il canto verdiano, in un luogo che custodisce secoli di storia mediterranea, è diventato memoria, appartenenza e sentimento condiviso.
Una delle pagine più conosciute della storia dell’opera è tornata così a dimostrare la propria straordinaria contemporaneità.
Da Tindari a Taormina, l’opera diventa anche inclusione
Dopo i sold out di Siracusa e Tindari, il viaggio siciliano del “Nabucco” è proseguito il 7 agosto al Teatro Antico di Taormina, ultima tappa del percorso nell’ambito dell’ottava edizione del Festival Lirico dei Teatri di Pietra.
Una data con un significato ulteriore: lo spettacolo è stato proposto con il servizio di interpretariato in LIS – Lingua dei Segni Italiana, aprendo la fruizione dell’opera anche alla comunità sorda.
Un passaggio che porta con sé un messaggio importante: la grande cultura acquista ancora più valore quando riesce ad abbattere le barriere e diventare realmente accessibile.
Da Tindari a Taormina, dunque, il “Nabucco” non ha attraversato soltanto due fra i teatri antichi più suggestivi della Sicilia. Ha costruito un incontro tra musica, archeologia, emozione e inclusione.
E a Tindari ha lasciato soprattutto l’immagine di un pubblico in piedi, gli applausi che sembravano non finire e quelle voci che, sulle note di Verdi, hanno riempito ancora una volta di vita le pietre millenarie del Teatro Greco.











