Nonostante una calura estiva particolarmente opprimente e le allerte climatiche che avrebbero facilmente consigliato di rimanere al riparo, la comunità catanese ha scelto con forza di non rinunciare al confronto pubblico e alla partecipazione attiva.
Nel cuore storico e monumentale della città, all'interno del suggestivo e fresco Chiostro del Convitto Nazionale "Mario Cutelli", il Lions Club Catania Host ha inaugurato ufficialmente il proprio anno sociale 2026-2027 dando vita a un appuntamento di altissimo spessore civico, culturale e spirituale dal titolo emblematico: “La città di Agata – Tra fede e associazionismo, il modello per renderla sicura”.
La straordinaria partecipazione di pubblico registrata in sala, impreziosita dalla presenza di numerose autorità istituzionali, professionisti di spicco e rappresentanti del mondo associativo e accademico, ha dimostrato la vitalità di una Catania che rifiuta l'immobilismo e sa rispondere alle avversità climatiche con la forza del dibattito e della condivisione. Ai nostri microfoni, il presidente del club service, l'ingegnere Biagio Bisignani, ha sottolineato con orgoglio la forte volontà condivisa con l'intero consiglio direttivo e con i soci di aprire la nuova stagione associativa mettendo subito al centro le reali urgenze e le prospettive di sviluppo del territorio.
Un impegno programmatico e valoriale che si è tradotto immediatamente in un momento di straordinario valore simbolico e istituzionale: il conferimento ufficiale del titolo di socio onorario a S.E.R. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo Metropolita di Catania. Questo prestigioso riconoscimento suggella la salda e costante sinergia tra la Chiesa etnea e il mondo dell'associazionismo di servizio, uniti nell'affrontare le sfide sociali ed economiche della comunità.
Fede viva e destagionalizzazione: Sant'Agata dodici mesi l'anno
Come evidenziato dall'ingegnere Bisignani nel corso delle interviste rilasciate a margine dell'evento, l'incontro ha voluto rimarcare con forza come la figura, il messaggio e la devozione profonda verso la Santa Patrona debbano sganciarsi definitivamente dalla tradizionale stagionalità legata unicamente ai festeggiamenti tradizionali del mese di febbraio. Sant'Agata rappresenta per i catanesi un punto di riferimento identitario vivo e pulsante dodici mesi all'anno, capace di camminare a fianco dei cittadini e di dialogare costantemente con le loro esigenze quotidiane.
Non è certamente un caso fortuito che l'appuntamento del Lions Club si sia collocato in stretta vicinanza temporale con la presentazione ufficiale del restauro del busto reliquiario della Santa, un'opera d'arte inestimabile e un simbolo spirituale supremo che, tra momenti di confronto, dibattiti e approvazioni, continua ad alimentare la riflessione culturale, artistica e devozionale dell'intera collettività etnea.
Sicurezza urbana e riscatto delle periferie: il vero asse del dibattito
Il concetto e la pratica della sicurezza hanno rappresentato il vero asse portante dell'intero dibattito, una tematica complessa e sfaccettata che è stata declinata non soltanto sotto il profilo della gestione dei grandi eventi di massa — soprattutto in vista della storica e imminente candidatura della festa patronale a Patrimonio immateriale dell'UNESCO, fissata in concomitanza con le celebrazioni per il 900° anniversario della traslazione delle reliquie — ma soprattutto come sicurezza urbana, sociale e urbanistica.
Affrontare in modo serio e strutturale il tema della sicurezza significa inevitabilmente interrogarsi profondamente sullo stato di salute del tessuto cittadino. Come emerso con chiarezza nel corso degli interventi e delle interviste, intervenire concretamente sulla sicurezza urbana vuol dire partire imperativamente dalle periferie, superando definitivamente la storica e inaccettabile dicotomia tra zone urbane di serie A e zone considerate di serie B. Garantire a tutti i cittadini una città sicura, vivibile e realmente inclusiva richiede interventi strutturali costanti e programmati nel tempo, fondati sulla consapevolezza che "chi ben comincia è a metà dell'opera".
La fitta rete di cooperazione tra istituzioni, associazioni, mondo accademico, volontariato e Chiesa tracciata in questa occasione dai Lions si pone esattamente questo ambizioso obiettivo: unire idealmente e operativamente il centro storico e i quartieri urbani più fragili in un unico, grande percorso condiviso di legalità, giustizia sociale e crescita civile.











