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All'Orecchio di Dionisio il tempo incontra la cura. Dal reparto alla comunità: il progetto "Spazi di vita"

2026-07-05 00:00

Redazione

Apertura, spazi-di-vita,

All'Orecchio di Dionisio il tempo incontra la cura. Dal reparto alla comunità: il progetto "Spazi di vita"

L’Orecchio di Dionisio, all’interno della Parco Archeologico Neapolis a Siracusa, , dove da secoli spazio e tempo continuano a dialogare, ha fatto da

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L’Orecchio di Dionisio, all’interno della Parco Archeologico Neapolis a Siracusa, , dove da secoli spazio e tempo continuano a dialogare, ha fatto da cornice a un'idea diversa di ospedale. Un'idea semplice quanto rivoluzionaria: i luoghi della cura possono diventare parte della cura stessa.

 

Il progetto "Spazi di vita", promosso da ACTO Sicilia – Alleanza Contro il Tumore Ovarico , nasce da un progetto concreto di architettura e urbanistica sviluppato per l'Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, ma al contempo lancia una riflessione forte che guarda al futuro della sanità.

 

Non si tratta di un principio teorico. Il progetto, ideato dall'oncologa Giusy Scandurra, direttore UOC Oncologia Medica Cannizzaro e docente all’Università “Kore” insieme all'architetto Giuseppe Scannella e realizzato grazie al supporto non condizionante di AstraZeneca, introduce il concetto di "quarto spazio": ambienti aperti e multifunzionali, capaci di ospitare non soltanto le terapie, ma anche la vita quotidiana dei pazienti, dei familiari e dei caregiver.

 

"Il tempo è una dimensione fondamentale dell'oncologia", spiega Giusy Scandurra. "Con Spazi di vita vogliamo affermare che esiste anche un tempo da vivere. Oggi disponiamo di farmaci che curano il corpo, ma gli spazi e i luoghi possono diventare una cura per l'anima. È questo il messaggio che continuiamo a portare nelle comunità.”

 

La scelta dell'Orecchio di Dionisio ha accompagnato questo racconto. Un luogo in cui il tempo sembra sospeso è diventato il simbolo di un progetto che mette al centro la continuità tra passato e presente, tra bambini e adulti, tra architettura e medicina, restituendo agli spazi il loro valore umano.

 

"Qui il tempo non è mai passato davvero", ha osservato Giuseppe Scannella. "È la stessa idea che guida Spazi di vita: costruire luoghi che continuino a parlare alle persone anche durante la malattia, trasformando il reparto in uno spazio di relazione e non soltanto di terapia.”

 

Il progetto nasce dall'ascolto dei bisogni di chi vive l'ospedale ogni giorno. "Non soltanto dei pazienti oncologici", ha ricordato Annamaria Motta, presidente di ACTO Sicilia, "ma anche dei familiari, dei caregiver e di tutta la comunità che ruota attorno alla cura. Migliorare questi spazi significa migliorare la qualità della vita.”

 

Una visione condivisa anche dalla psicoterapeuta e psico-oncologa al Cannizzaro, Sonia La Spina, che da anni accompagna i pazienti dell'Oncologia del Cannizzaro: "Uno spazio accogliente riduce l'ansia, offre sicurezza e diventa esso stesso parte della terapia. L'ansia anticipatoria che molti pazienti vivono prima delle cure può essere attenuata da ambienti pensati per il loro benessere, con spazi che aiutano a distrarsi e a sentirsi accolti. Anche questo migliora la qualità della vita”.

 

Il progetto coinvolge anche il mondo dell’urbanistica e il ruolo della città. Oggi gli ospedali sembrano spazi a sé ma come sottolinea Biagio Bisignani, dirigente per la Pianificazione urbana e gestione del territorio "URBaMET" del Comune di Catania, "gli spazi della cura non possono più essere luoghi separati". Devono diventare parte della vita urbana, luoghi vissuti dalla comunità.”

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