La musica come strumento di memoria, partecipazione civile e responsabilità collettiva.
È questo il cuore del nuovo progetto discografico di Francesco Vecchio, in arte Theold, pubblicato su tutte le piattaforme digitali l’inno dedicato all’Associazione “I ragazzi di via d’Amelio”, realtà impegnata nella promozione della legalità e patrocinata dal Ministero della Cultura.
L’uscita ha preceduto di due giorni il 19 luglio, anniversario della strage di via D’Amelio, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Una scelta temporale non casuale, che affida alla musica il compito di accompagnare la commemorazione e di trasformare il ricordo in un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
Il brano, scritto e interpretato da Francesco Vecchio, pubblicato dall’etichetta Anteros Produzioni, nasce come omaggio ufficiale all’attività dell’associazione, da anni impegnata in un’opera di sensibilizzazione che intreccia memoria storica, educazione civica e testimonianza.
«Questo progetto viene fuori da un sentimento autentico e dalla volontà di raccontare, attraverso la musica, il lavoro straordinario svolto dall’Associazione», afferma Francesco Vecchio.
«Non si tratta soltanto di dedicare una canzone, ma di riconoscere il valore di un percorso umano e civile costruito nel tempo, capace di custodire la memoria e di renderla viva. I ragazzi portano avanti un impegno prezioso, fatto di incontri, testimonianze ed educazione alla legalità, e per me è stato importante restituire tutto questo con rispetto e sincerità».
L’inno vuole dunque essere non soltanto un tributo, ma anche una presa di posizione artistica e civile. La musica diventa linguaggio capace di raggiungere un pubblico ampio, superando le celebrazioni rituali e riaffermando l’attualità dei valori per i quali magistrati, uomini delle istituzioni e cittadini hanno sacrificato la propria vita.
Ad arricchire la pubblicazione digitale anche una traccia bonus: una versione dal vivo di “Uomini d’onore”, brano già presente nell’album del 2020 Ci vorrebbe un’occasione. La registrazione è stata realizzata il 24 agosto 2022 sul palco dell’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea, durante una tappa speciale del tour dedicata al trentennale delle stragi mafiose del 1992.
«Questo inno è un omaggio profondo all’associazione e rappresenta anche un impegno assunto nei confronti della memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia», sottolinea l’artista. «Ho cercato di realizzare un lavoro vero, lontano da ogni retorica, perché temi così importanti richiedono attenzione, responsabilità e coerenza».
L’uscita del nuovo brano si inserisce in un percorso artistico che Francesco Vecchio intende continuare a sviluppare anche nei prossimi mesi. «Sto lavorando a nuovi progetti che sono ancora in fase di elaborazione», anticipa. «L’obiettivo è continuare a unire musica, impegno sociale e racconto del territorio, coinvolgendo realtà associative, artisti e giovani. Ci sono diverse idee alle quali tengo molto, ma desidero costruirle con cura, perché ogni progetto deve avere un’identità precisa e un messaggio autentico».
Cantautore rock catanese, Francesco Vecchio ha iniziato la propria attività musicale nel 1998 collaborando con il compianto produttore discografico Francesco Virlinzi. Nell’estate del 2000 ha partecipato allo storico festival Sonica di Misterbianco, all’interno di un cartellone che comprendeva, tra gli altri, Carmen Consoli, Max Gazzè, i Verdena e i Coldplay, allora agli inizi della loro carriera internazionale.
Nel corso degli anni ha aperto anche un concerto di Dolcenera nel Catanese e ha collaborato con musicisti come Federico Poggipollini, Max Cottafavi e Maurizio Solieri.
Con il nuovo inno dedicato a “I ragazzi di via d’Amelio”, il cantautore torna a mettere la propria esperienza artistica al servizio di un messaggio civile: ricordare non soltanto ciò che è accaduto, ma anche la responsabilità di continuare a scegliere, ogni giorno, la strada della legalità.











