
Gibellina continua a consolidare il proprio ruolo di laboratorio permanente dell'arte contemporanea. Tra i nuovi interventi realizzati nell'ambito del programma di Gibellina Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea, si inserisce "500", il murale firmato dall'artista Flavio Favelli, nato a Firenze nel 1967 e da anni protagonista della scena artistica italiana con una ricerca che intreccia memoria collettiva, oggetti della quotidianità e identità culturale.
L'opera, curata da Cristina Costanzo, è stata realizzata su una grande parete nel centro cittadino, in un'area comunale che si affaccia su Piazza 15 Gennaio, luogo altamente simbolico per la memoria della città ricostruita dopo il terremoto del Belice. Una scelta che rafforza il dialogo tra l'intervento artistico e il contesto urbano, confermando la vocazione di Gibellina a fare dello spazio pubblico un museo a cielo aperto.
Con "500", Favelli prosegue il percorso di ricerca sulla pittura murale avviato oltre un decennio fa, utilizzando il muro non come semplice superficie da decorare, ma come luogo di riflessione privata e collettiva, capace di interrogare il rapporto tra arte, società, politica e memoria.
Al centro dell'opera ci sono due immagini universalmente riconoscibili: la banconota da 500 mila lire e quella da 500 euro, riprodotte sul fronte e sul retro in dimensioni monumentali. Due simboli economici appartenenti a epoche diverse che, attraverso l'ingrandimento e la trasposizione nello spazio urbano, perdono la loro funzione originaria per trasformarsi in strumenti di riflessione.
La banconota da 500 mila lire, tra le più rare mai emesse dalla Repubblica Italiana e considerata ancora oggi un autentico capolavoro della numismatica, celebra Raffaello Sanzio attraverso l'autoritratto dell'artista, il Trionfo di Galatea e la celebre Scuola di Atene, trasformando il denaro in veicolo di patrimonio culturale.
Accanto ad essa compare la banconota da 500 euro, il taglio di maggior valore della moneta unica europea, oggi non più emesso pur restando formalmente in circolazione. Le architetture immaginarie e il grande ponte sospeso raffigurati sulla banconota assumono, nella lettura di Favelli, un significato ulteriore, evocando idealmente anche il tema del Ponte sullo Stretto, simbolo di un dibattito che attraversa da decenni il Mezzogiorno e il Paese.
Attraverso un gesto apparentemente semplice, come quello di riprodurre e ingrandire una banconota, l'artista invita il pubblico a interrogarsi sul significato delle immagini che accompagnano la vita quotidiana, mettendo in discussione il loro valore simbolico, economico e culturale.
L'opera diventa così un dispositivo capace di aprire nuove letture sul rapporto tra ricchezza, memoria, identità nazionale e rappresentazione del potere, alimentando quel dialogo tra arte e spazio pubblico che da sempre caratterizza l'esperienza di Gibellina.
Con "500", Flavio Favelli aggiunge un nuovo tassello al percorso artistico della città, confermando come l'arte contemporanea possa trasformare elementi comuni della quotidianità in occasioni di riflessione collettiva, facendo dello spazio urbano un luogo vivo di confronto, interpretazione e partecipazione.










