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Alla Piramide il tempo sembra fermarsi: il Rito della Luce 2026 celebra l’immensità dell’anima e consegna

2026-07-01 06:00

Elisa Petrillo

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Alla Piramide il tempo sembra fermarsi: il Rito della Luce 2026 celebra l’immensità dell’anima e consegna ai giovani un messaggio di speranza

Ritrovare “l’immenso nell’immensità” significa infatti recuperare quella dimensione umana e spirituale

Alla Piramide il tempo sembra fermarsi. In quello scorcio di paradiso terrestre affacciato sui Nebrodi, immerso in un silenzio fatto di pace e armonia, l'immenso diventa immensità. 

 

È qui che migliaia di persone si sono ritrovate per il Rito della Luce 2026, l'appuntamento simbolo di Fiumara d'Arte ideato dal maestro e mecenate Antonio Presti, che quest'anno ha scelto come tema "L'immensità dell'immenso", trasformando il solstizio d'estate in una riflessione collettiva sul bisogno di ritrovare il senso profondo dell'esistenza.

 

Un vero e proprio fiume umano ha raggiunto la Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli, simbolo internazionale di Fiumara d’Arte e punto di riferimento di un percorso culturale che da oltre quarant’anni contribuisce alla valorizzazione del territorio e delle comunità della Sicilia interna. 

 

Donne, uomini, giovani, famiglie, artisti e visitatori provenienti da ogni parte dell’Isola e non solo, hanno condiviso un'esperienza che va oltre l'evento culturale, diventando momento di elevazione spirituale e di appartenenza.

 

All’interno e all’esterno della Piramide si sono alternate performance artistiche, interventi musicali e momenti di raccoglimento che hanno contribuito a creare un’atmosfera di intensa partecipazione. 

 

Musicisti e artisti caratterizzati da una profonda ricerca spirituale hanno accompagnato il pubblico in un percorso capace di coniugare arte contemporanea, meditazione e ascolto interiore, trasformando l’intero sito in uno spazio di incontro tra cultura e trascendenza.

 

Al centro dell’edizione 2026 vi è stato soprattutto il messaggio rivolto alle nuove generazioni. In un’epoca segnata dalla velocità dei cambiamenti e dalla progressiva perdita di riferimenti culturali e valoriali, il Rito della Luce ha riaffermato la necessità di educare i giovani alla bellezza, ai sentimenti, alla cura delle relazioni e alla consapevolezza del patrimonio culturale e paesaggistico che li circonda.

 

Ritrovare “l’immenso nell’immensità” significa infatti recuperare quella dimensione umana e spirituale che consente di riconoscere il valore della propria identità e del proprio territorio, trasformando la cultura in strumento di crescita individuale e collettiva.

 

«Abbiamo il dovere di restituire ai giovani una visione -ha sottolineato il maestro Antonio Presti- . Educare alla bellezza significa educare alla responsabilità, al rispetto dei luoghi e alla consapevolezza del proprio valore umano. L’immensità non è lontana da noi: vive nella capacità di riconoscere il senso profondo dell’esistenza e di custodire il patrimonio materiale e immateriale dei nostri territori. Mi auguro insieme al presidente Renato Schifani, di poter lavorare a una legge che tuteli tutto questo patrimonio, materiale e immateriale. Che parte dalla Fiumara d’Arte e arriva fino a Librino e all’Etna. Desidero esprimere un ringraziamento particolare a tutti gli artisti che hanno partecipato con la direzione artistica di Renato Militello».

 

L’evento ha rappresentato inoltre un’importante occasione di valorizzazione per la valle dell’Halaesa e per l’intero comprensorio dei Nebrodi, confermando il ruolo di Fiumara d’Arte quale modello internazionale di rigenerazione culturale e urbana e di sviluppo territoriale fondato sulla relazione tra arte contemporanea, paesaggio e comunità.

Presenti alla manifestazione numerose autorità civili e istituzionali, tra cui il sindaco di Motta d’Affermo, Sebastiano Adamo, di Mistretta, Sebastiano Sanzarello, e di Nicosia, Anna Maria Gemmellaro.

 

«Sosteniamo direttamente questa grande manifestazione culturale nella consapevolezza – ha dichiarato il sindaco Adamo - che essa rappresenta una grande occasione di sviluppo culturale e turistico dell’intero comprensorio. Speriamo che il Rito possa tornare ad essere un appuntamento fisso, al quale possano partecipare anche le istituzioni regionali per una sua crescita sempre più strutturata».

 

«Il Comune crede nella visione di Antonio Presti e nella forza simbolica della Fiumara- ha commentato il primo cittadino Sanzarello. Qui si sprigiona un’energia profonda, legata al Genius Loci. Le istituzioni hanno il dovere di accompagnare questo percorso, affinché diventi patrimonio vivo e condiviso».

 

Della stessa opinione il sindaco di Nicosia che ha messo in evidenza: «Eventi come il Rito della Luce rafforzano il legame tra comunità, cultura e paesaggio, offrendo alle nuove generazioni una visione fondata sulla bellezza, sulla consapevolezza e sul valore delle proprie radici. Nicosia è orgogliosa di essere parte di questo straordinario percorso di crescita culturale che Fiumara d'Arte continua a costruire nel cuore della Sicilia».

 

A chiudere il rito il saluto al tramonto del sole davanti alla Piramide, un gesto collettivo che ha assunto il significato di un saluto simbolico alla luce e di un rinnovato impegno verso i valori della bellezza, della cultura e della responsabilità condivisa, dando appuntamento al 2027, nel segno di una visione che continua a fare dell’arte uno strumento di crescita, di speranza e di futuro per le nuove generazioni e per i territori.

SudArte

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