
Debutterà sabato 4 luglio con inizio alle 21:00, in doppia replica domenica 5 con inizio alle ore 18:30 e alle ore 21:00, al Centro culture contemporanee Zō di Catania, la nuova pièce a firma di Nicola Costa, attore, regista noto e apprezzato dal pubblico siciliano e non solo, ma anche efficace drammaturgo che per i contenuti e le tematiche dei suoi testi -quasi sempre orientati alla denuncia e al rilancio della cultura della legalità- più volte accompagnate da unanimi consensi da parte della critica, è considerato uno dei professionisti di maggiore rilievo nel panorama culturale siciliano.
“Il processo alle intenzioni” - questo il titolo dello spettacolo, in scena da Zō- è, di fatto, l’ennesima denuncia che l’artista catanese porta sul palcoscenico. Il tema è incentrato sul delicato equilibrio tra cultura e politica, soprattutto in un tempo frettoloso e distratto come quello odierno.
“C’è urgenza di ristabilire una connessione concreta e limpida con tutto ciò che è cultura, bellezza e creatività” - dichiara l’artista catanese – E questa ricerca di connessione non può e non deve essere scambiata per la compulsiva rincorsa ai like sui social. I follower, le visualizzazioni e tutte le diavolerie dell’era moderna ci hanno allontanato in modo evidente e forse irreversibile dal ragionamento esclusivo e dalla comprensione di ciò che ci sta intorno, che accade e si trasforma. Serve il recupero dei principi essenziali alla mente e all’emozione- continua Costa- senza i quali il pensiero di ogni individuo diviene improduttivo e talvolta arido. Gli artisti hanno in mano il timone per orientare la rotta e bisogna che lo facciano con forza e costanza prescindendo dalla politica e dai condizionamenti. Il teatro, a tal fine, ci viene incontro in modo esplicito se ha il coraggio di denunciare ogni marciume e distorsione. Il problema più grande, che c’è da sempre, è l’eccessiva presenza della politica nei CDA dei teatri e, analogamente, il troppo teatro nella politica”.
Con queste dichiarazioni che non lasciano adito ad interpretazioni e che certamente contribuiscono a far lievitare l'attesa, Costa introduce l’esordio di questo nuovo spettacolo che, sulla scena, racconta le vicissitudini di un uomo artista il quale, avendo ben compreso quanto determinante fosse la pressione politica all’interno dei circuiti culturali, decide di abbracciare la politica stessa al fine di servire al meglio la causa artistica. In realtà, questa sua nobile intenzione, incontrerà la disapprovazione istituzionale al punto da collocare l’uomo al centro di un processo tanto aspro quanto surreale condotto nel nome della “giustizia suprema” (ma quale giustizia?) che si evolverà in un clamoroso arresto dagli esiti inattesi.
Uno spettacolo costruito con una regia dinamica e allegorica attraverso una drammaturgia irriverente che non mancherà di divertire e far riflettere. Il testo riconduce ad una libera ispirazione de “Il processo” di Franz Kafka che Costa ripropone con un nuovo allestimento a distanza di undici anni dall’ultima rappresentazione avvenuta nel 2015 al teatro E. Piscator di Catania.
In scena i tredici interpreti del progetto Centro Studi Teatro e Legalità di cui lo stesso Costa è direttore: Tiziana D’Agosta, Lucia Di Carlo, Giusy Giarratana, Alfio Emanuele Mazzaglia, Marina Mercorillo, Leonardo Nicolosi, Maria Elena Nociforo, Viola Parisi, Salvo Quartarone, Paola Saverino, Nicoletta Schillaci, Carla Torrisi, Sabina Zapperi. Assistente alla regia: Stefania Nibbi.










