Il Mediterraneo non come semplice geografia, ma come luogo dell’anima. Uno spazio simbolico in cui memoria, identità e immaginazione si incontrano e continuano a dialogare con il presente attraverso il linguaggio universale dell’arte. È questa la chiave di lettura di “Mediterraneo tra Mito e Mitologia”, la mostra personale dell’artista siciliano Benedetto Poma, inserita nel programma della ventesima edizione del Nations Award, in programma a Taormina dal 25 al 28 giugno.
Il vernissage si terrà giovedì 25 giugno alle ore 18 negli spazi dell’NH Collection Taormina e rappresenterà uno degli appuntamenti culturali più attesi della manifestazione internazionale che da vent’anni promuove il dialogo tra cinema, arte, cultura e impegno sociale.
Curata dal collezionista e promotore culturale Gerardo Fisauli, l’esposizione accompagna il visitatore in un viaggio tra figure archetipiche, richiami mitologici e suggestioni del paesaggio mediterraneo, restituendo una visione della Sicilia come crocevia di civiltà e laboratorio permanente di incontri culturali.
«Oggi il Mediterraneo rappresenta un luogo dell’anima, uno spazio di connessione tra passato e presente», racconta Benedetto Poma. «Ho scelto di raccontarlo attraverso il mito perché il mito non appartiene soltanto alla storia: continua a vivere dentro di noi. È uno strumento che ci consente di comprendere le paure, i desideri e le aspirazioni dell’uomo contemporaneo».
Nelle opere dell’artista catanese il patrimonio simbolico della cultura greca non viene infatti evocato come una memoria lontana, ma si trasforma in una presenza viva, capace di interrogare il nostro tempo. Gli eroi, le divinità e le narrazioni fondative del Mediterraneo diventano metafore contemporanee che parlano di identità, appartenenza, cambiamento e ricerca di senso.
Un percorso artistico che affonda le proprie radici nella Sicilia, terra che da sempre alimenta la poetica di Poma.
«La Sicilia è il mio orizzonte culturale ed emotivo», spiega l'artista. «Le sue stratificazioni storiche, le contaminazioni che l'hanno attraversata nei secoli e il suo straordinario patrimonio umano rappresentano una fonte inesauribile di ispirazione. Nelle mie opere cerco di restituire questa complessità, trasformandola in immagini che appartengono alla memoria collettiva».
Architetto e artista, Poma costruisce le proprie tele attraverso un equilibrio costante tra rigore e immaginazione. Due dimensioni apparentemente distanti che nel suo lavoro convivono armoniosamente.
«L'architettura mi ha insegnato il senso della misura, dell'ordine e della composizione. La pittura, invece, mi offre la libertà di esplorare l'emozione e il simbolo. In realtà esiste un unico filo conduttore: il desiderio di costruire spazi, siano essi fisici o interiori, capaci di accogliere il pensiero e la bellezza».
A credere profondamente nel valore di questa ricerca è stato il curatore Gerardo Fisauli, che ha scelto di portare le opere dell'artista all'interno del prestigioso contesto del Nations Award dopo essere rimasto colpito dalla forza evocativa del suo linguaggio pittorico.
«Le opere di Benedetto Poma interpretano con straordinaria sensibilità il patrimonio culturale mediterraneo», sottolinea Fisauli. «La sua è una pittura elegante ed evocativa, capace di trasformare il mito in un linguaggio contemporaneo e di dialogare con un pubblico internazionale senza perdere il legame con le proprie radici».
L'inserimento della mostra all'interno del Nations Award assume un valore ancora più profondo proprio per la vocazione internazionale della manifestazione.
«Esporre in questo contesto significa partecipare a un dialogo tra culture diverse», osserva Poma. «L'arte possiede una capacità straordinaria: quella di superare le barriere linguistiche e creare ponti tra persone provenienti da realtà differenti. È il messaggio che desidero lasciare al pubblico internazionale che visiterà la mostra».
Un dialogo che trova nel Mediterraneo il suo naturale punto di incontro. Mare di approdi, di partenze e di contaminazioni, ma soprattutto luogo simbolico in cui le differenze diventano ricchezza e occasione di crescita.
E proprio questa dimensione sospesa tra memoria e immaginazione rappresenta il lascito più autentico dell'esposizione.
«Vorrei che il visitatore uscisse dalla mostra portando con sé un senso di appartenenza a una storia più grande», conclude l'artista. «L'immagine di un Mediterraneo che non divide ma unisce, che custodisce le radici senza rinunciare al futuro. Un luogo dove il mito continua a parlarci e a ricordarci chi siamo».
In una Taormina che per quattro giorni tornerà a essere capitale internazionale della cultura e del cinema, le opere di Benedetto Poma offriranno così uno sguardo intenso e poetico sul Mare Nostrum, raccontandone l'anima più profonda attraverso il fascino senza tempo del mito.











