Ci sono anniversari che celebrano una data e altri che raccontano una storia. I vent'anni de Le Siciliane-Casablanca appartengono a questa seconda categoria. Non una semplice ricorrenza, ma una giornata capace di trasformarsi in un manifesto di libertà, partecipazione e cultura, nel cuore di Catania.
Noi di SudArte eravamo presenti nel cortile della CGIL di via Crociferi e abbiamo raccontato una manifestazione che, dall'inizio alla fine, ha restituito il senso più autentico del giornalismo: essere memoria, coscienza critica e voce della comunità.
La testata fondata nel 2006 da Graziella Proto, erede ideale della lezione civile di Giuseppe Fava, ha celebrato vent'anni di battaglie giornalistiche con una lunga giornata di incontri, dibattiti, spettacoli e momenti di condivisione, riassunti nello slogan che ha accompagnato l'intera manifestazione: "Facemu sgrusciu!". Un invito a fare rumore, ma soprattutto a non rimanere indifferenti.
La mattinata è stata dedicata ai più giovani, con un incontro rivolto agli studenti sulla storia de I Siciliani e sul valore dell'educazione alla legalità. La proiezione dello storico documentario realizzato da Giuseppe Fava nel 1980 e l'intervento della presidente della Fondazione Fava, Francesca Andreozzi, hanno riportato al centro il ruolo del giornalismo come strumento di libertà e responsabilità civile.
Nel pomeriggio il confronto si è spostato sulle sfide della città con il dibattito "Catania: ombre, luci, potere", che ha visto protagonisti i magistrati Nico Marino e Sebastiano Ardita, moderati dalla magistrata Dora Bonifacio. Un momento di riflessione partecipata, reso ancora più originale dalle vignette realizzate dal vivo dagli artisti di Social Comic, capaci di trasformare l'attualità in satira e racconto visivo.
Con il calare della sera, il cortile della CGIL si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto, con uno spettacolo fatto di musica e riflessione conla direzione arrtistica di Emanuele Ciauda. A condurre la lunga maratona di musica e teatro sono stati Elisa Petrillo e Luca Lisi, accompagnando il pubblico attraverso una successione di performance che hanno intrecciato arte e impegno civile.
Sul palco si sono alternati numerosi artisti, tra cui Gloria Santangelo, Ciauda, Grace Previti, Emy Squillace, Roberto Stimoli, Salvatore Campisi, Sambazita, Sergio Rasta, Susanna Recupero, Vivo e la Zapato Band, mentre gli interventi teatrali di Cinzia Caminiti e Nicola Costa hanno arricchito il programma con interpretazioni di grande intensità.
L'evento ha coinvolto anche il mondo dell'associazionismo e dell'impegno sociale. Per tutta la giornata erano presenti gli spazi informativi di ANPI, Amnesty International e Associazione Luca Coscioni, accanto alla mostra fotografica dedicata alla storia della rivista, all'esposizione della fotografa e reporter Isabella Paladino e alle bancarelle degli artigiani locali, che hanno trasformato il cortile in una vera e propria agorà culturale.
Più che una festa, è stato un momento di comunità. Un'occasione per ricordare che il giornalismo libero continua a rappresentare uno strumento fondamentale di democrazia e che l'eredità di Giuseppe Fava vive ancora oggi nel lavoro di chi sceglie di raccontare la realtà senza paura.
Da questo punto di vista, il ventennale de Le Siciliane-Casablanca non ha guardato soltanto al passato, ma ha lanciato un messaggio al futuro: fare informazione significa costruire coscienza collettiva, alimentare il pensiero critico e continuare, ogni giorno, a "fare sgrusciu".











