Le aspettative erano altissime, ma la realtà ha superato ogni previsione. Il debutto di “Salvaci, Swing” al Teatro Metropolitan di Catania si è trasformato in un trionfo travolgente. Davanti a una sala gremita in ogni ordine di posti, lo spettacolo diretto da Alberto Asero e Salvo Troina ha letteralmente incantato il pubblico, offrendo due ore di pura energia in cui l'arte si è messa concretamente al servizio della solidarietà.
L’intero ricavato della serata, infatti, è stato devoluto in beneficenza per l’acquisto di un cane guida destinato a una persona non vedente, un'importante iniziativa promossa dal Lions Club Catania Mediterraneo. Si è trattato di uno "spettacolo al quadrato", capace di unire la grande cultura alla responsabilità sociale.
Un viaggio nel tempo tra radio, TV e grandi miti dello swing
Lo show ha guidato gli spettatori in una vera e propria macchina del tempo, partendo dal 1947 – un'Italia in piena ricostruzione post-bellica – per raccontare la rinascita artistica del mitico Quartetto Cetra con l'ingresso di Lucia Mannucci. Da lì, il viaggio musicale ha attraversato le pietre miliari dello swing italiano e internazionale, intrecciando i tributi ai pionieri Natalino Otto, Gorni Kramer ed Erminio Macario con il revival degli anni '80 firmato da Sergio Caputo.
Non sono mancate le nostalgiche atmosfere televisive di Renzo Arbore e del suo celebre Quelli della notte, così come le incursioni nel jazz d'oltreoceano grazie alle straordinarie interpretazioni del crooner Nicola Belotti e della special guest Anita Vitale. Uno dei momenti più alti e sofisticati della prima parte è stata l'incredibile esecuzione corale a otto voci di “Soleado”, interamente riarrangiata in chiave swing.
Sinergia sul palco: l'energia del cast e della grande orchestra
La vera magia della serata è stata la straordinaria sinergia di un cast che non si è risparmiato, supportato dal sound potente e dinamico della Randy Jazz Orchestra diretta dal maestro Daniele Zappalà. Sul palco, il gioco di armonie ha preso vita grazie al Quartetto Astro – composto da Riccardo Gangemi, Carmelo Garbaro, Maria Cristina Litrico e Alessandro “Pandi” Spagna – e al Quartetto Night, formato da Matteo Siculo, Giada Garcione, Rosa Lao e Nino Di Mauro.
Proprio come suggerito da Pandi ai nostri microfoni, il progetto è stato talmente entusiasmante da spingere musicisti d'eccezione a superare i propri confini, cimentandosi con grandissimo successo anche nella recitazione e nella danza. Le coreografie curate dalla nota coreografa Erika Spagnolo, entusiasta del lavoro svolto con i suoi professionisti, e l'allestimento scenico di Andrea Ardizzone hanno impreziosito ogni istante, regalando un'immersione totale tra flashback, gag e medley trascinanti.
Un trionfo da applausi a scena aperta per un finale travolgente
Il calore del Metropolitan è stato impressionante. Tra un brano e l'altro, i lunghi applausi a scena aperta sono stati così scroscianti che gli artisti sul palco sono stati più volte costretti, con immenso piacere, a fermarsi e attendere che l'entusiasmo della sala si placasse per poter continuare.
Questo travolgente cammino ha mantenuto le promesse fino all'ultimo, culminando in un segretissimo e spettacolare finale collettivo sulle note del brano inedito “Salvaci, Swing”, che dà il titolo all'opera. È la perfetta colonna sonora di un progetto che ha dimostrato come la musica possa farsi memoria collettiva, inclusione e ponte tra generazioni: quando il talento incontra la solidarietà, la partecipazione attiva del pubblico e degli artisti fa davvero la differenza, lasciando un segno profondo anche a riflettori spenti.











