Tra memoria, dolore, sacralità e denuncia sociale, il maestro catanese trasforma il filo spinato in una straordinaria metafora del nostro tempo.
Ci sono mostre che si limitano a esporre opere e altre che costringono il visitatore a interrogarsi sul proprio tempo, sulle proprie responsabilità e persino sulla propria coscienza.
È il caso di “FILOSPINATO”, la nuova esposizione del maestro Franco Politano, allestita presso la Galleria Arionte di via Vittorio Emanuele a Catania, dove il filo spinato diventa materia artistica, simbolo e potente strumento narrativo.
L'esposizione propone un percorso intenso e coinvolgente che attraversa alcuni dei temi più urgenti della contemporaneità: la violenza, l'emarginazione, la perdita del senso comunitario, il rapporto tra sacro e profano, la fragilità della condizione umana.
Franco Politano, una vita dedicata all'arte e alla ricerca sull'uomo
Franco Politano affonda le proprie radici in una tradizione familiare profondamente legata all'artigianato artistico siciliano.
Nipote di un costruttore di carretti siciliani e figlio di un intagliatore, cresce respirando il valore del fare manuale e della trasformazione della materia, elementi che resteranno centrali in tutta la sua produzione artistica.
Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Catania, perfeziona la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma con maestri del calibro di Pericle Fazzini e Umberto Mastroianni, per poi proseguire all'Accademia di Brera a Milano sotto la guida di Alik Cavaliere.
La sua carriera si sviluppa attraverso importanti collaborazioni critiche, in particolare con Enrico Crispolti, e una costante attività espositiva che lo porterà fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 2011 e nel 2019.
Nel corso degli anni Politano ha elaborato una personale poetica fondata sul recupero di oggetti e materiali dismessi, ai quali restituisce una nuova identità e una nuova funzione simbolica.
Una ricerca che lui stesso definisce "arte antropologica", perché sempre centrata sull'uomo, sulla sua memoria e sulle sue contraddizioni.
Il filo spinato come metafora del nostro tempo
Il testo critico che accompagna la mostra, firmato dal professor Giuseppe Frazzetto, offre una chiave di lettura particolarmente significativa dell'esposizione.
Per il critico, il filo spinato rappresenta molto più di un semplice materiale utilizzato dall'artista.
Diventa una metafora della contemporaneità.
Una presenza invasiva che separa, divide, ferisce e impedisce il dialogo.
Frazzetto individua nelle opere di Politano il tentativo di mantenere vivo un senso del sacro inteso non in termini religiosi ma come sacralità della vita umana, della memoria e della finitudine.
Le installazioni nascono dall'assemblaggio di oggetti reali recuperati dal mondo contadino, dall'artigianato e dalla quotidianità.
Oggetti che conservano la propria storia originaria ma vengono inseriti in nuovi contesti capaci di generare significati inattesi e spesso drammatici.
Opere che denunciano e interrogano
Tra le immagini evocate dal saggio critico emergono lavori particolarmente significativi.
Un contenitore per il pane reso inaccessibile dal filo spinato diventa denuncia della fame e delle disuguaglianze.
Una scarpetta rossa trafitta richiama la violenza sulle donne.
L'accostamento tra morbida lana e tagliente filo spinato genera un ossimoro visivo che racconta la perdita dell'innocenza e la brutalità del presente.
In queste opere non c'è compiacimento estetico.
C'è piuttosto la volontà di lanciare un allarme.
Di richiamare l'attenzione su una società che rischia di perdere il contatto con la propria umanità.
Una mostra da vedere e da vivere
"FILOSPINATO" non è soltanto una mostra d'arte contemporanea.
È un'esperienza che invita alla riflessione.
Un percorso nel quale materiali poveri, oggetti dimenticati e frammenti della memoria collettiva si trasformano in strumenti di racconto e di denuncia.
L'arte di Franco Politano riesce infatti a compiere un'operazione rara: parlare contemporaneamente all'intelligenza e alla sensibilità del visitatore, mantenendo un forte legame con la cultura mediterranea e con le radici della Sicilia.
La mostra è visitabile presso la Galleria Arionte, in via Vittorio Emanuele 120 a Catania, offrendo al pubblico l'opportunità di confrontarsi con uno dei percorsi artistici più originali e coerenti sviluppatisi negli ultimi decenni nel panorama dell'arte contemporanea siciliana.
Nero su bianco
Attraverso il simbolo universale del filo spinato, Franco Politano costruisce una potente riflessione sul nostro presente.
Un presente che spesso divide e ferisce.
Ma nel quale l'arte continua a rappresentare uno degli ultimi spazi capaci di restituire senso, memoria e speranza.











