Palazzo della Cultura ha ospitato la conferenza stampa della settima edizione del FIC Festival –Focolai d’Infezione Creativa – in programma dal 29 aprile al 10 maggio. Il festival è stato presentato come “Un evento che mette insieme le arti, un’esplosione di arti visive, danze, incontri, musica e teatro che animeranno la città etnea dal 29 aprile al 10 maggio”, con un programma ricchissimo di appuntamenti costruito attraverso la collaborazione del Comitato Organizzatore e Promotore.
Ne fanno parte l’Associazione Musicale Etnea, il Conservatorio “Vincenzo Bellini”, DISUM/Università di Catania, la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS, Isola Catania, Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza e il Teatro Stabile di Catania.
Tutti insieme per dare vita al FIC, descritto come “un organismo veramente vivo, una visione di rete unica nel suo genere dove si uniranno le eccellenze della città”.
L’idea centrale è quella di un progetto condiviso in cui ogni realtà contribuisce con il proprio apporto, dando forma a una costruzione collettiva che mira a trasformare Catania in un laboratorio multidisciplinare di arti, relazione e futuro.
Il festival, infatti, si inserisce in un percorso più ampio che nasce nel 2018, quando il FIC Festival è stato ideato e curato dal Centro di Rilevante Interesse per la Danza Scenario Pubblico, con lo scopo di sviluppare, dare impulso alla città attraverso le arti contemporanee.
Il FIC prende vita
L’edizione di quest’anno segna un passaggio significativo, perché inaugura un nuovo corso basato su una visione condivisa e su un assetto organizzativo rinnovato attraverso la costituzione di un comitato promotore formato dalle principali realtà culturali, artistiche e formative del territorio.
Il festival si presenta così come un insieme di eccellenze che lavorano in rete, con il sostegno del Comune di Catania e della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, in un quadro di collaborazione istituzionale e culturale che rafforza il progetto.
Uno degli elementi centrali emersi durante la conferenza è la trasformazione della città in spazio scenico diffuso con eventi che non si concentrano in un unico luogo ma si distribuiscono in diversi contesti urbani.
Accanto ai teatri, infatti, anche le chiese diventeranno spazi di ascolto e riflessioni, mentre i parchi saranno luoghi di incontro e partecipazione in contesti accessibili e informali. A questi si aggiungono anche spazi non convenzionali, indicati come una delle principali novità del festival.
L’obiettivo è quello di includere cittadini e visitatori, favorendo la riscoperta della città attraverso l’esperienza artistica e costruendo un rapporto diretto tra arte e spazio urbano.
In questa visione, Catania non è soltanto il luogo che ospita il festival, ma diventa parte integrante dell’evento stesso, in un sistema diffuso di pratiche culturali che attraversano la città e la trasformano in esperienza condivisa.











