Perché l’armonia, la musica, l’arte non dovrebbero essere accessibili a tutti? È proprio in risposta a tale quesito che il Catania Philharmonic Quintet e la Fondazione UMAS hanno ideato “Voyager”: non un semplice concerto, bensì un autentico viaggio secolare che ha inizio dalle eterne composizioni di Johann Sebastian Bach e che si spinge fino alle iconiche colonne sonore del compianto maestro Ennio Morricone.
Un progetto musicale nato con un intento ben preciso: riproporre le armonie più toccanti anche ai pubblici dei comuni meno popolosi della provincia etnea. Platee forse più “ristrette” rispetto a quelle dei maggiori centri urbani, ma egualmente desiderose di lasciarsi inebriare dalla grande musica classica.
Non è dunque un caso che un selezionato quintetto di musicisti appartenenti alla Catania Philharmonic Orchestra - di stanza a Sant’Agata Li Battiati - abbia scelto il teatro “San Giuseppe” di Santa Maria di Licodia come perfetta compagine per presentare “Voyager”, lo scorso 19 aprile.
Sul palco di questo storico teatro cittadino, il primo violino Angelo Cipria ha magistralmente guidato la violinista Lorena D’Agostino, la violoncellista Sunah Choi, il violista Riccardo Privitera e il pianista Filippo La Malfa nel corso di una serata in cui il pubblico licodiese è stato dolcemente cullato dalle tante straordinarie composizioni previste in repertorio, attentamente presentate dalla voce di Beatrice Donato.
Dall’accento posto sull’intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni - opera fondamentale per la cultura siciliana - fino all’esecuzione di brani più “pop” capaci di sorprendere a pieno i più giovani, “Voyager” è un progetto creato non per il prezzo del biglietto, quanto per la condivisione.
È un’esplorazione musicale volutamente più intima, in cui la ricerca della perfezione dei particolari si fa dunque ancor più attenta.
“La nostra è una realtà che nasce nel 2020 e che si affaccia in panorami internazionali molto importanti” - ha orgogliosamente affermato il professore Stefano Frisenna, presidente della Catania Philharmonic Orchestra, che ha poi aggiunto - “Il progetto Voyager ha una natura dualistica: non intende soltanto portare gli ascoltatori in un grande viaggio musicale, ma di portare la grande musica classica anche nei piccoli centri abitati. L’obiettivo è quello di affacciarci ai paesi limitrofi a Catania, rendendo quest’arte accessibile a tutti. La musica è un modo per apprezzare la bellezza, ascoltando. Oggi abbiamo davvero bisogno di ascoltare.”
Una sottolineatura fatta anche dal maestro Angelo Cipria, primo violino e vicepresidente della Catania Philharmonic Orchestra, che ha dichiarato - “Magari non tutti hanno la possibilità di accedere al Teatro Vincenzo Bellini, la più grande istituzione della Sicilia orientale.
È proprio per questo motivo che vogliamo portare questo contributo musicale nei piccoli paesi, con prezzi più che accessibili per il pubblico, così che tutti possano essere messi in condizione di partecipare e di realizzare quanto di bello l’Uomo abbia creato.”
In un mondo che pare sempre più ingigantirsi nella sua caoticità, forse le piccole realtà possono ancora permettersi di soffermarsi e di prestare attenzione. Di ascoltare. Anche con il cuore.











