
Promosso da BCsicilia, Sicilia a Natura, Cenacum, Museo Diocesano di Acireale, Assessorato Regionale dei Beni Culturali, Parco Archeologico di Catania, Ordine degli Architetti di Catania, Archivio Storico Diocesano e Archeologia Viva, si è tenuto ad Acireale, presso il Museo Diocesano, il convegno dedicato al rapporto tra uomo, paesaggio e trasformazioni territoriali.
Obiettivi del convegno e tema del paesaggio siciliano
L’iniziativa intende offrire un momento di riflessione e aggiornamento sul tema del paesaggio siciliano, profondamente segnato dalla stratificazione delle attività umane nel corso dei secoli, tra permanenze, modifiche e abbandoni.
Apertura dei lavori e saluti istituzionali
I lavori si sono aperti venerdì scorso con i saluti istituzionali di mons. Antonino Raspanti, Vescovo della Diocesi di Acireale, mons. Giovanni Mammino, Direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Acireale, del Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Catania Maurizio Auteri, del Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci Giuseppe D’Urso, di Piero Pruneti, Direttore di Archeologia Viva, e di Alessandro Amaro, Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania.
L’introduzione è stata svolta dai promotori Rosalba Panvini, Francesco Parisi e Alfonso Lo Cascio.
Prima sessione: archeologia, territorio e percezione del paesaggio
La prima sessione, coordinata da Alfonso Lo Cascio, ha visto gli interventi di Marina Congiu, Archeologa, Ricercatrice indipendente, su Contrada Guttadauro e il borgo omonimo, Michela Ursino, Funzionaria Archeologa della Soprintendenza BB.CC di Catania sul caso di Occhiolà a Grammichele, della Geoarcheologa Francesca Mercadante sui paesaggi megalitici e i loro significati simbolici, e l’architetto e saggista Carmelo Montagna sul rapporto tra paesaggio e percezione.
Seconda sessione mattutina: analisi storiche, urbane e geologiche
Dopo la pausa, Daniela Patti, dell’Università Kore di Enna, ha affrontato il tema degli abitati rupestri della Sicilia centrale, Maria Teresa Di Blasi, Storica dell’Arte e Presidente BCsicilia di Catania, ha proposto una lettura del paesaggio di Polifemo, Ignazio Lutri, Architetto, Dottore di ricerca in Pianificazione Urbanistica, analizzerà l’organizzazione urbana in relazione al territorio, mentre Roberto Franco, Geologo, docente e saggista, ha presentato il geoarchiesito di Alburchia. Giuseppe D’Urso, Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci ha concluso la sessione mattutina con un intervento sulle “fabbriche” di limoni della costa ionica.
Sessione pomeridiana: paesaggi urbani, sacro e archeologia
Nel pomeriggio, sotto il coordinamento di Rosalba Panvini, si è discusso di Borgo Palo con Angelo La Rosa, Geologo, Rosolino Cirrincione, dell’Università di Catania e Rosalda Punturo, sempre dell’Università di Catania, mentre l’architetto e saggista Cesare Capitti è intervenuto sui luoghi del sacro. Giovanni Di Stefano, Archeologo, dell’Università della Calabria, ha offerto una riflessione sui paesaggi urbani dall’età antica, seguito da Carolina Sugamele, dell’Università di Tor Vergata, sulla chora di Camarina. Francesca Paola Massara, Direttrice del Museo Diocesano di Mazara del Vallo, ha approfondito il simbolismo urbano nell’arte paleocristiana, mentre Giulia Carciotto, Storica dell’Arte, dell’Università di Messina, Grazia Nicotra Storica dell‘Arte, sempre dell’Università di Catania e Marilisa Yolanda Spironello, Storica dell’Arte dell’Università di Catania, hanno analizzato i percorsi del sacro in Sicilia. Ha chiuso la giornata Giuseppina Radice Storica dell’Arte Contemporanea, con una riflessione sull’arte contemporanea e il rapporto con il paesaggio.
Seconda giornata: rigenerazione urbana e strategie di sviluppo
Sabato 11 aprile i lavori sono ripresi con il coordinamento di Alfonso Lo Cascio. Don Antonio Agostini, Storico dell‘Arte dell’Università di Catania, ha illustrato la rappresentazione del paesaggio etneo nelle arti, mentre Giuseppe Rannisi Ingegnere esperto in Ambiente, Responsabile della LIPU di Catania, ha affrontato il tema della rigenerazione urbana nel quadro della Restoration Law.
Sono seguiti gli interventi di Salvatore Alecci, Presidente Associazione Idrotecnica italiana Sezione di Sicilia, sui corsi d’acqua, Bartolomeo Rejtano, già Prof. Ordinario DICAR dell’Università di Catania, sul paesaggio antropizzato, e Giuseppe Barone, Prof. Emerito dell’Università di Catania, sulla fondazione delle città moderne e le trasformazioni urbane tra XVII e XIX secolo.
Marco Platania, dell’Università di Catania, ha analizzato il ruolo del paesaggio nelle strategie turistiche, mentre Marco Pulvirenti, anche lui dell’Università di Catania, si è concentrato sugli aspetti giuridici legati ai borghi.
A seguire gli interventi di Antonio Presti, Presidente della Fondazione Fiumara d‘Arte sulla “Politica della Bellezza”, e del Curatore della Biblioteca del Viaggio in Sicilia di Bompietro, Damiano Calabrese, sul racconto della Sicilia nelle scritture di viaggio. Salvo Sorbello, Funzionario della Soprintendenza BB.CC. di Catania e Giuseppe Marano, anche lui Funzionario della Soprintendenza BB.CC. di Catania, hanno presentato il caso di Borgo Santo Pietro come esempio di recupero e valorizzazione, mentre Rosalba Panvini ha proposto una riflessione sul paesaggio archeologico nei disegni del Grand Tour.
Ha chiuso i lavori Giuseppe De Santis, Coordinatore Movimento Stile di Vita Mediterraneo, che ha proposto una visione unitaria dei paesaggi locali siciliani come motore dello stile di vita mediterraneo.
Focus su borghi, tutela e sostenibilità
L’articolato seminario si è proposto di fare il punto sulle conoscenze relative al paesaggio, evidenziando come esso, nelle diverse aree della Sicilia, presenti caratteristiche peculiari legate alla storia, all’archeologia e alle trasformazioni sociali ed economiche. Particolare attenzione è stata dedicata al tema dei borghi rurali abbandonati, oggi al centro del dibattito istituzionale, interrogandosi sulle reali possibilità di recupero e sulle condizioni necessarie per una loro rifunzionalizzazione sostenibile.
L’incontro ha inteso inoltre approfondire il rapporto tra normativa e tutela del paesaggio, analizzando come le leggi siano state recepite e applicate nei diversi contesti territoriali.
Le dichiarazioni dei promotori
“Questo convegno – affermano i promotori Rosalba Panvini, Francesco Parisi e Alfonso Lo Cascio – nasce dall’esigenza di mettere a confronto studiosi, istituzioni e professionisti su un tema cruciale come quello del paesaggio, inteso non solo come bene da tutelare ma come sistema vivo, risultato delle relazioni tra uomo e ambiente. La Sicilia rappresenta un laboratorio straordinario in cui leggere tali dinamiche, tra permanenze storiche e trasformazioni contemporanee. In particolare, vogliamo porre l’attenzione sui borghi e sui territori marginali, oggi a rischio di abbandono, ma anche potenzialmente al centro di nuove strategie di sviluppo sostenibile. Il nostro obiettivo è stimolare una riflessione condivisa che possa tradursi in azioni concrete di tutela, valorizzazione e pianificazione consapevole”.
Destinatari e finalità dell’iniziativa
L’iniziativa, articolata in una giornata e mezza di lavori, si è rivolto non solo a studiosi ed esperti, ma anche al mondo della scuola, con l’obiettivo di coinvolgere le giovani generazioni nella conoscenza e nella tutela del patrimonio ambientale e culturale.










