
Un momento di condivisione, riflessione e festa, capace di raccontare un percorso attraverso le storie delle persone che ne fanno parte. Palazzo Platamone ha fatto da cornice alla celebrazione dei 35 anni dell’Associazione italiana persone Down – sezione provinciale di Catania. Un anniversario festeggiato con famiglie, volontari, istituzioni e cittadini.
Con il patrocinio del Comune di Catania e la partecipazione sensibile e professionale del noto conduttore siciliano, Salvo La Rosa, esperienze e valori dell’associazione hanno preso vita davanti ad un pubblico attento e a tratti commosso, restituendo l’immagine autentica di una comunità viva e in continuo cammino.
Nel corso della mattinata sono stati celebrati i traguardi raggiunti in questi 35 anni: dall’impegno costante per i diritti delle persone con sindrome di Down, alla costruzione di percorsi di autonomia, fino al rafforzamento di una rete fatta di famiglie, volontari e professionisti.
«Questa giornata – ha detto la presidente, l’ingegnere Katia Schirò – non è solo una celebrazione, ma il racconto di un cammino costruito insieme, fatto di persone, relazioni e conquiste. La nostra associazione è un vero e proprio trampolino di lancio: qui i nostri ragazzi scoprono chi sono, prendono fiducia e trovano gli strumenti per entrare nella società da protagonisti, non da spettatori».
La presidente ha evidenziato l’importanza dello sport, che insegna determinazione, autonomia e spirito di squadra. Così il piccolo Diego, attraverso il karate, sta imparando a credere in sé stesso e a superare i propri limiti con coraggio e disciplina.
C’è poi Nino che, con gli scout, sta sperimentando responsabilità, condivisione e senso di appartenenza. Elementi fondamentali per diventare cittadini attivi.
E ancora, Dario, che ha scoperto sé stesso nella forza e bellezza dell’arte. I suoi quadri non sono solo opere, ma espressione di identità, emozioni e possibilità che diventano realtà. Come per Luana che, con la danza e il suo corpo di ballo, esprime energia, passione e libertà.
Giovani che con la loro esperienza dimostrano come ogni ragazzo possa trovare il proprio spazio e il proprio linguaggio nel mondo.
«Noi - ha concluso la presidente – crediamo profondamente che ogni persona abbia un valore unico e che per questo meriti occasioni concrete per esprimerlo. Quando ciò accade, non cresce solo il singolo ma tutta la comunità. Il nostro sguardo resta rivolto al futuro, con la volontà di continuare a costruire opportunità, diritti e dignità per tutti».
L’anniversario ha rappresentato non solo un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio: una conferma dell’impegno dell’associazione nel promuovere una società in cui ogni persona possa essere riconosciuta per ciò che è veramente. Trentacinque anni di persone, non di etichette.










